Presentazione

Presentazione > Sala di Studio

La struttura della Sala di studio è rimasta intatta come l’aveva voluta Francesco Riccardi, che si era occupato personalmente della scelta del legname per gli scaffali e aveva affidato la decorazione in stucco e legno dorato all’abilità di Giovan Battista Foggini.
Il programma iconografico dell’affresco, ideato da Alessandro Segni, fu realizzato con la sua proverbiale velocità da Luca Giordano e si rivela studiato appositamente per la biblioteca. In alto, tra le nubi, in figura di donna vestita di bianco luminoso, appare la divina Sapienza che tiene in mano lo scettro e il globo in quanto regola l’universalità delle cose. Sulla sua testa le fiamme della Trinità, ai suoi piedi una giovane nuda, che allude alla verità, la guarda fisso per riceverne la luce. Il giovane in armatura raffigura l’intelletto legato da una triplice fune: infatti la matematica (o la Prudenza secondo il Lami) lo illumina mostrando lo specchio, in quanto il sapere non è innato ma si guadagna attraverso lo studio; la Teologia gli porge la mano additandogli la divinità; la filosofia gli adatta le ali alle spalle (cfr. manoscritto Ricc.2778 c. 360v). Due putti reggono un cartiglio contenente un allusivo verso del Petrarca “Levan di terra a ciel nostro intelletto”. Altri due putti distillano erbe e fiori poiché la mente, cogliendo l’essenza del creato, visibile, arriva a comprendere il divino, invisibile. Il paesaggio, con le sue asperità, vuole ricordare le difficoltà del cammino verso la conoscenza.
In fondo alla sala compare lo stemma inquartato Riccardi - Capponi e nella parete opposta, esattamente di fronte, il busto marmoreo di Vincenzio Capponi, sempre di mano del Foggini.



Biblioteca Riccardiana
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